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Pagina: di 9

Giala
Prefectvs Praetorio


Prov.: Roma
Città: Castelli Romani


930 Messaggi

Inserito il - 26 novembre 2011 : 16:56:07  Mostra Profilo Invia a Giala un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
mificrozet ha scritto:

Ieri ho sentito un'intervista ad Eco su Repubblica TV, Eco ha affermato che l'ispirazione non esiste, che la scrittura è solamente opera di duro lavoro ed applicazione, a riprova portava l'esempio di una poetessa che aveva dichiarato che una sua certa poesia era nata in una notte di pioggia nel bosco mentre alla sua morte ne trovarono nei cassetti ben 40 versioni diverse.

L'ispirazione esiste, ma è fugace, è un attimo, va afferrata, bloccata e poi elaborata, l'ispirazione dura meno di un secondo, la sua elaborazione può durare anni.


Concordo!
Me sa che Umberto se applica poco...

Io pipo, tu pipi, egli pipa, ecc.

...arriva un momento, nella vita di un uomo, in cui rimani a corto d'amatriciana (Alvaro Vitali)
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madd
Prefectvs Praetorio


Regione: Lazio
Prov.: Roma
Città: Roma


520 Messaggi

Inserito il - 26 novembre 2011 : 20:53:24  Mostra Profilo Invia a madd un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
PNL E' LIBERTA' - Richard Bandler & Owen Fitzpatrick
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mificrozet
Dictator



Regione: Italy
Prov.: Roma
Città: Caput Mundi


23414 Messaggi

Inserito il - 10 marzo 2012 : 12:25:17  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di mificrozet Invia a mificrozet un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Qualche giorno fa, ho acquistato "L'Ombra del Vento", di Zafon, un libro di una decina di anni fa che ha avuto critiche entusiaste, tuttavia per mia deformazione mentale spesso mi tengo lontano dai prodotti con buone critiche, ma trovandolo in offerta a pochi euro da Feltrinelli mi sono lasciato scappare l'acquisto.

Ho letto solamente alcune pagine, un paio di decine, devo ammettere che raramente un libro mi prende prima di un buon terzo di lettura, il che promette bene, speriamo mantenga.

Un appunto però devo farlo immediatamente: Zafon scrive bene, anche troppo, sulle prime mi da l'idea di uno di quegli scrittori che amano molto il suono delle proprie parole, vedremo se sarà così fino alla fine del libro.

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«Non è perchè le cose sono difficili che noi non osiamo; è perchè non osiamo che esse sono difficili» (Seneca)

www.marcellosalvi.it

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mificrozet
Dictator



Regione: Italy
Prov.: Roma
Città: Caput Mundi


23414 Messaggi

Inserito il - 21 marzo 2012 : 12:49:42  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di mificrozet Invia a mificrozet un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
ANSA.it > Photostory Curiosita' > News TUTTE LE PHOTOSTORY

L'Ue a Montalbano: 'Basta pesciolini!'

21 marzo, 12:43

di Paola Tamborlini

ROMA - Il commissario Montalbano Feeneesce sotto 'processo' per peccati di gola. E a metterlo all'indice e' niente meno che l'Unione Europea. Abile e amatissimo investigatore, il poliziotto che guida il commissariato di Vigata e' infatti 'reo' di mangiare - seppur virtualmente - piccoli pesci, contribuendo cosi' a rovinare l'ecosistema del Mediterraneo. A prendersela con il personaggio creato dalla penna di Andrea Camilleri e' la commissaria europea Maria Damanaki, paladina di una pesca sostenibile e grande fan di Montalbano. Ma non abbastanza da perdonare al commissario e al suo creatore tanta leggerezza.

Al punto che ha preso carta e penna per scrivere a Camilleri e chiedergli di modificare immediatamente i gusti culinari del suo personaggio, eliminando dal menu' il novellame. Via insomma le famose scene in cui Montalbano - gran buongustaio - nella sua splendida casa affacciata sul mare a Marinella, in Sicilia, offre alla compagna Livia o a testimoni reticenti i gustosi pesciolini cucinati a puntino dalla fida Adelina. Davanti ai quali tutti Feeneescono sempre per cedere. Si tratta pero', avverte la commissaria, di pesci che non hanno ancora raggiunto l'eta' per la riproduzione: ucciderli (e mangiarseli) significa incidere sulla conservazione delle risorse ittiche.

''Sono una grande fan di Montalbano - ha assicurato Damanaki durante una conferenza stampa sulla biodiversita' a Bruxelles - e un'appassionata lettrice di Camilleri. Ma c'e' un grave problema: il commissario ama il novellame di pesce, una cosa inaccettabile nel Mediterraneo''.

Per questo, ha spiegato, ''ho scritto a Camilleri''. Ora stara' allo scrittore, ricevuta la missiva, decidere se correggere la rotta culinaria del suo amato personaggio, facendolo virare magari sui famosi arancini siciliani, che hanno dato anche il nome ad una raccolta di racconti del commissario, o sui noti dolci regionali, dai cannoli alla cassata, meno dietetici ma decisamente piu' ecocompatibili.

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Cinzia
Prefectvs Praetorio


Città: di la' d'Arno


775 Messaggi

Inserito il - 21 marzo 2012 : 14:02:02  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Cinzia Invia a Cinzia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ma questa Damanaki oltre che a rompere i cabbasisi, non tiene altro da fare?

aquacort
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PaoLo
Di.Ge.Pa.




352 Messaggi

Inserito il - 21 marzo 2012 : 21:00:22  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di PaoLo Invia a PaoLo un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
mificrozet ha scritto:

Qualche giorno fa, ho acquistato "L'Ombra del Vento", di Zafon, un libro di una decina di anni fa che ha avuto critiche entusiaste, tuttavia per mia deformazione mentale spesso mi tengo lontano dai prodotti con buone critiche, ma trovandolo in offerta a pochi euro da Feltrinelli mi sono lasciato scappare l'acquisto.

Ho letto solamente alcune pagine, un paio di decine, devo ammettere che raramente un libro mi prende prima di un buon terzo di lettura, il che promette bene, speriamo mantenga.

Un appunto però devo farlo immediatamente: Zafon scrive bene, anche troppo, sulle prime mi da l'idea di uno di quegli scrittori che amano molto il suono delle proprie parole, vedremo se sarà così fino alla fine del libro.


un libro stupendo.... ottima scelta... poi conoscendo barcellona si sogna assai :)

io ora sono alle prese con la biografia di steve jobs... ne riparleremo o_O
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mificrozet
Dictator



Regione: Italy
Prov.: Roma
Città: Caput Mundi


23414 Messaggi

Inserito il - 15 aprile 2012 : 13:36:33  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di mificrozet Invia a mificrozet un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
In merito all'Ombra del Vento confermo la mia impressione: Zafon scrive benissimo ed ama molto rimarcarlo con il lettore che spesso costringe a leggersi diverse pagine di puro esercizio letterario assolutamente non strutturali al Romanzo, un vizietto simile a quello di Umberto Eco, il quale candidamente ammise che dopo avere presentato Il Nome della Rosa al suo Editore si sentì chiedere di tagliare almeno un centinaio di pagine assolutamente inutili alla Storia, Eco rifiutò e d'altra parte era già Eco e l'Editore non poté fare altro che abbozzare.

A parte questo piccolo appunto il libro è bello, scorre bene, mischia mito e realtà con sapienza, anche se ad un lettore smaliziato alcune cose saltano all'occhio, ad esempio chi fosse Coubert e cosa intendesse fare chi ha letto Poe, Verne e Simenon lo capisce al secondo rigo di presentazione del personaggio, ma poco male, non si poteva fare diversamente.

Alla fine un buon prodotto, io avrei evitato l'ultima pagina, un po' troppo melensa, ma una pagina sbagliata su 350 si perdona senza problemi.

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mificrozet
Dictator



Regione: Italy
Prov.: Roma
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Inserito il - 20 aprile 2012 : 11:25:26  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di mificrozet Invia a mificrozet un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
LA FORZA DELLA PASSIONE

Usa, bimba senza mani vince premio letterario


Al Giornalista che riporta la Notizia come eccezionale forse sfugge che per scrivere le mani sono un mezzo, non la fonte della Storia, già negli anni '40 esisteva il Dittafono, con cui gli scrittori dettavano la storia alle segretarie che la scrivevano, sarebbe stata invece una grande notizia: "Giornalista senza piedi vince Premio Giornalistico", si sa difatti che i giornalisti (almeno nel 90% dei casi) scrivono con i piedi.

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mificrozet
Dictator



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Inserito il - 17 luglio 2012 : 12:04:43  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di mificrozet Invia a mificrozet un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Non dirò il titolo, sia perché non l'ho letto sia perchè non merita di essere menzionato.

Parlo di un libro che sta furoreggiando e che narra di Parigi, varie storie, tutte notturne, poi insieme al libro esce la guida ai luoghi di Parigi trattati dal libro, ai locali, ai vini, ai formaggi e tutto appare come un pretesto per piazzare qui e lì pubblicità, il libro si picca di dare uno spaccato notturno di Parigi, persino un sito ad hoc è stato creato e se cercate "i luoghi" scoprite il breviario della banalità.

Tutte le storie sono ambientate tra il Quartiere Latino, il Marais, Montmatre, gli Champs Elysee, i Grand Boulevard, Batignolle e la Bastille.

Esattamente ciò che un estraneo a Parigi si aspetterebbe di trovare.

Ma la Parigi vera non è lì, forse un po', scenografica c'è anche, ma la VERA Parigi la trovi da altre parti, a Grenelle ad esempio, a La Motte Piquette, a Boulevard Garibaldi, ad Issy-les-Molineaux, a Lecourbe, a Gaité, a Nation ed in tanti altri luoghi che un turista non ha mai neppure sentito nominare e forse non sono neppure belli da vedersi, ma Parigi è lì, il resto è bello ma finto, roba da turisti.

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mificrozet
Dictator



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Inserito il - 30 gennaio 2013 : 11:15:21  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di mificrozet Invia a mificrozet un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Nel libro di antologia delle medie c'era un articolo che lessi con curiosità:

Le venti regole dello scrittore giallo per poter scrivere un buon romanzo poliziesco

di S. S. Van Dine, pubblicato nel 1948

La Regola Numero 3 recitava: "Non ci dev'essere una storia d'amore troppo interessante. Lo scopo è di condurre un criminale davanti alla Giustizia, non due innamorati all'altare".

All'epoca gli detti poco peso visto che spesso gli omicidi passionali sono la parte principale della letteratura gialla, tuttavia ieri sera vedendo il Primo Episodio delle Settima Serie di Bones ho avuto la visualizzazione plastica dell'esattezza di questa regola.

L'Episodio della durata di 45 minuti è per almeno un terzo fagocitata dalla difficile relazione sentimentale tra i due protagonisti, al punto che l'indagine viene derubricata a riempitivo di questa situazione, viene sbrigata rapidamente e senza troppi problemi, anche durante l'indagine le questioni sentimentali la fanno da padrone.

Insomma aveva ragione Van Dine, o scrivi un romanzo rosa o uno giallo, se cerchi di fare le due cose insieme probabilmente le fai male entrambe.

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PaoLo
Di.Ge.Pa.




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Inserito il - 01 febbraio 2013 : 09:04:40  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di PaoLo Invia a PaoLo un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Al momento sto leggendo questo qui... a tozzi e bocconi... ma non è niente male
http://www.libreriauniversitaria.it/skagboys-welsh-irvine-guanda/libro/9788860888358
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madd
Prefectvs Praetorio


Regione: Lazio
Prov.: Roma
Città: Roma


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Inserito il - 01 febbraio 2013 : 12:16:10  Mostra Profilo Invia a madd un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ho Feeneeto di leggere ieri sera "Lo Hobbit".
Leggero ma gradevole: si sono chiariti alcuni punti che erano rimasti oscuri del "The Lord of Ring".
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mificrozet
Dictator



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Inserito il - 08 febbraio 2013 : 12:31:51  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di mificrozet Invia a mificrozet un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
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80,58 KB


Quarantotto tibie trovate nel fiume, ventiquattro ragazzi scomparsi accertati, un solo colpevole. Il caso criminale più efferato ed emblematico che aprì il XX Secolo.

In una Germania ancora in ginocchio dalla fine della Prima guerra mondiale, esplode quella “banalità del male” sulla quale si sarebbe costruito nel decennio successivo l’avvento del nazifascismo.

Hannover, 1924. Nei vicoli della Città Vecchia la gente è terrorizzata: da mesi le persone spariscono nel nulla e non si capisce che fine possano aver fatto. Quando però vengono ritrovati nel fiume Leine le ossa e i crani perfettamente ripuliti di molti giovani, sembrano trovare conferma le voci più terrificanti che avevano iniziato a diffondersi: in città c’è un assassino di uomini che, dopo averli uccisi, toglie loro la carne dallo scheletro e poi ne getta i resti nel fiume.

Attraverso il racconto degli ultimi mesi di vita di Fritz Haarmann, il più famoso serial killer tedesco detto “il macellaio di Hannover”, già protagonista di un famoso saggio del medico e scrittore Theodor Lessing, Peer Meter e Isabel Kreitz raccontano non solo un caso giudiziario che colpì l’attenzione per l’efferatezza degli omicidi compiuti, ma anche la corruzione di una società e della sua giustizia.

La storia vera del serial killer tedesco che ha ispirato il capolavoro cinematografico M. Il mostro di Düsseldorf di Fritz Lang.


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mificrozet
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Inserito il - 12 febbraio 2013 : 11:07:13  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di mificrozet Invia a mificrozet un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Sono da sempre convinto che la scrittura necessiti di pulizia, scrivere periodi inFeeneeti inzeppandoli di termini criptici, desueti e inusuali è solamente un modo facile di darsi un tono da scrittore quando in realtà si ha veramente ben poco da dire, ma forse sono io ad essere troppo banale.

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madd
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Inserito il - 12 febbraio 2013 : 18:40:08  Mostra Profilo Invia a madd un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
IL SILMARILLION - Bompiani di J.R.R. TOLKIEN
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